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Archivio Maggio 2009

La prefazione che ho scritto al libro di Trentalance (che peraltro vi consiglio!):

GW (12/05/2009 - 11:30)



Un pornodivo che scrive un libro?
Ma come? I pornodivi non sono dei minus habens analfabeti che a malapena sanno scrivere il loro nome sui contratti dei film?
In effetti, se anni di cinema e televisione ci hanno insegnato che le donne-oggetto sono bionde, tettone e dotate di tutto tranne che di cervello, non vedo proprio perché l’uomo-oggetto dovrebbe fare eccezione.
Eppure basta sfogliare le pagine di questo libro per capire che Franco Trentalance, effettivamente, è un’eccezione.
Tra un amplesso e l’altro, ha trovato il tempo di imparare a leggere e scrivere e ha raccolto una serie di racconti e riflessioni sulla vita quotidiana di un professionista del sesso.
Vi assicuro – e fra 200 pagine potrete confermarlo anche voi – che le sue «memorie» sono piuttosto interessanti e… istruttive!
Mi rivolgo soprattutto agli uomini che si accingono a leggere questo libro: quanti di voi possono vantarsi senza mentire di aver posseduto così tante donne, una più gnocca dell’altra, a cui non avete dovuto offrire neanche una cena? E come se non bastasse, Franco viene anche pagato per farlo perché lui, col sesso, ci mangia!
E voi del gentil sesso, non sareste attratte dall’idea di avere a fianco un uomo che è al contempo un grande amatore e un compagno fidato  e sincero che non ha nulla da nascondere perché fa tutto alla luce del sole??
Attenzione però, la vita del pornodivo non è così semplice come sembra, altrimenti chiunque potrebbe farlo. Doti fisiche a parte, c’è bisogno di un’enorme concentrazione, di un costante allenamento e di una resistenza ammirevole. L’uomo non può fingere: indipendentemente dalla donna che ha davanti (o dietro!) deve sembrare sempre l’essere più eccitato del mondo, deve “durare” il tempo (lungo, molto lungo) necessario alla scena e poi deve “coronare” il tutto a favore di telecamera. Vi pare facile? Franco stesso vi racconterà a più riprese che non è così.
Eppure lui non è solo un eccellente attore ma è anche, e soprattutto, quello che potremmo definire un filosofo del sesso. Molto zen e dotato di rara sensibilità. E come tutti i grandi filosofi, riesce ad essere un egregio comunicatore: è capace di  spiegare il mondo della sessualità con un’immediatezza e un’(auto)ironia sorprendenti. Doti che hanno contribuito a rendere Franco molto conosciuto e amato.
La sua popolarità rappresenta una piccola grande rivoluzione di costume nella nostra società: radio e televisioni si occupano di lui in programmi in onda in fasce orarie protette, orde di ragazzine impazzite e innamorate lo accolgono nei locali in cui è ospite, giornalisti che sembrano interessarsi della sessualità per la prima volta lo intervistano e lo studiano e, dulcis in fundo, il mitico Max Giusti ne fa l’imitazione. 
Voce narrante e consapevole, Franco ci regala il ritratto di un mondo finora percepito come quanto di più distante dal nostro: mitizzato o condannato, irraggiungibile o repellente, bramato o ripudiato, guardato o ignorato, «vorrei ma non posso» o snobbato.
In queste pagine il sacro e il profano si mischiano fino a confondersi e a farci penetrare gradualmente in un’atmosfera quasi familiare,  intima, che accorcia le distanze e ci consente di esplorare con svago e relax il mondo del sesso e della seduzione.

Ecco, la prefazione è finita.
Ora non vi resta che scegliere: cominciare a leggere il libro, o andare a fare l’amore.
In entrambi i casi, vi divertirete!

Archivio Maggio 2009