david lynch

Un consiglio: andate a vedere l'ultimo film di David Lynch, "Inland Empire". Un capolavoro. Sbrigatevi prima che lo tolgano dalle sale (siamo in Italia!), ma andateci senza l'intento di capirlo, la trama è assolutamente secondaria, lasciatevi travolgere dalla potenza delle immagini, sarà un'esperienza onirica, un viaggio della mente. Come durante la meditazione. Trascendentale.
E' un film da percepire sensorialmente. Non è un film da vedere, ma da vivere. Solo rinunciando a capire si comincia a capire, o meglio, a captare. E' un film che non si può descrivere a parole, un mix micidiale e allucinante di suoni e immagini. E' come se fosse lui a guardare te. Qual è la realtà e quale il sogno? Lynch rifiuta il codice linguistico tradizionale per dare un linguaggio all'inconscio. Tre ore che vanno al di là del bene e del male perchè, in fondo, "stiamo soltanto morendo"...
proposta di legge
Vorrei proporre una proposta molta propositiva ma poco proponibile credo.
C'e' tutta una serie di mestieri che nessuno ambirebbe a fare, ma che sono assolutamente fondamentali per un civile e dignitoso andamento della vita sociale.
Pulire i bagni pubblici, lavorare la notte per costruire o riparare strade e autostrade, lavori in cui sei costretto a respirare materiali nocivi per la salute,
spazzini o meglio operatori ecologici ma il concetto è lo stesso (in un paese come l'italia dove oltretutto non si fa certo molta attenzione a rispettare la pulizia delle strade, si butta tutto per terra senza rispetto), ecc ecc.
Ci sono poi mestieri come per esempio i ricercatori, o i conducenti di mezzi pubblici che hanno un'enorme responsabilità nei confronti dei cittadini (ma voi avete idea di cosa significhi guidare all'ora di punta nel traffico di Roma senza sclerare e stando attenti a tutti i motorini che sfrecciano da ogni lato, le auto, i passanti???).
Ci sono anche mestieri che tutti o quasi sognano o vorrebbero fare, come il calciatore, il pilota o in generale lavori nel vastissimo mondo dello spettacolo (attori conduttori vallette cantanti registi ecc ecc). Questi ultimi, se fatti ad un "alto livello", sono strapagatissimi. Non solo: apportano un sacco di altri vantaggi oltre alla gratificazione economica: popolarità, privilegi (un tavolo al ristorante c'è sempre, non si fanno code, ecc ecc), manifestazioni d'affetto, regali, appagamento dell'ego ecc ecc.
Allora la mia proposta improponibile è questa: ridistribuiamo una parte del surplus di questi mega guadagni tra gli stipendi minimi di chi fa lavori scomodi pesanti e necessari.
I ricchi non diventerebbero certo poveri, anzi forse neppure se ne accorgerebbero, e gli altri starebbero sicuramente un pochino meglio.
Che ne pensate?
Non cadete nella banalità dandomi della comunista vi prego grazie.
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no deleghe!
non so descrivervi la gioia che provo nel leggere le mail che mi mandate. E' bellissimo tornare a casa e trovare i vostri messaggi, mi fate tanta compagnia mi date energia e incoraggiamento, consigli e tanta carica positiva.
Mi fa ridere quando mi chiedete se sono davvero io a scrivere il blog o se lo fa qualcunaltro per me, e mi fa ridere quando mi chiedete se alle mail risponderò io direttamente oppure se lo farà il mio agente o chi mi ha fatto il sito!
Ma secondo voi io delego qualcuno a mettermi in bocca parole non mie? o peggio, pensate che io possa far rispondere a qualcunaltro alle vostre domande o ai vostri complimenti? non scherziamo dai..!
Magari ci metto un po' a rispondere, ma è talmente piacevole farlo che volevo scrivervelo anche nel blog una volta per tutte! grazie grazie grazissimissime!
P.S: ieri sera il cartomante Mysterious mi ha letto mani e carte, vi allego la foto in cui tengo la palla di vetro così vi fate due risate...
amici miei
Uno dei motivi (non secondari) per cui adoro andare a lavorare è che in studio incontro tante facce amiche, ormai siamo un po' come una famiglia, facciamo casino, scherziamo, a volte litighiamo, ci meniamo un po' e poi passa tutto, e andiamo a correre sui kart (devo dire che in questo le donne stravincono: ciao Janet!).
Lorenzo è un punto di riferimento imprescindibile, è quello amato da tutti perchè risolve ogni problema, oltre a essere un gemelli come me, quindi a suo modo è un artista e un gran comunicatore, nonchè eccellente massaggiatore shatzu.
Stefano è fondamentale pure lui, perchè è quello che ci fa i denti bianchi e gli occhi blu in video, oltre ad usare una matrice davvero alta e speciale (ciao janet! ma per questo vi rimando alla prossima puntata), e soprattutto fa le salsicce alla griglia più buone del mondo. Ah, dimenticavo, è anche un grande fotografo!
Luca è molto zen, parla poco ma quando parla è tagliente. Sempre disponibile, gran bella persona . L'unica cosa è che dovrebbe allenarsi un po' in macchina prima della prossima gara: mi raccomando lu, dacci dentro perchè così non si può.
Già che ci siamo allenati anche tu lori, che è meglio! Stefano invece rallenta pure un po', così martedì vinco io!
vabbè, insomma, ragazzi questo è per voi: VI VOGLIO BEEEEENE
Eccoli qui i ciccini miei. Un bacino anche alle loro fortunate fidanzate/mogli
lory occhi blu luca zen 


Trentalance tra horror e pornoriflessioni

Franco Trentalance, pornodivo nonchè attore trasversale (chi frequenta il genere, e non solo, dovrebbe conoscerlo!)
Franco è un amico, un po' filosofo, nonchè un grande compagno di set. Non porno nel mio caso, intendiamoci, ma horror (allego 2 fotine di scena sopra e sotto, www.thebutcher.net)

Ebbene, oggi Franco, dopo avermi torturato, ci regalerà qualche pillola di saggezza delle sue... Chi volesse saperne di più di lui o dei suoi pensieri, può consultare le sue pornoriflessioni sul sito www.francotrentalance.com
Come eccitarsi sul set, sempre e comunque- Se l’attrice è “calda” ma bruttina, penso al fatto che non ha troppe chance di lavorare ed è per questo che si sta impegnando molto. Mi eccito.
- Se l’attrice è bella ma fredda come il ghiaccio, penso che non vorrebbe ma lo sta facendo lo stesso ed è perverso, perché nessuno la obbliga. Mi eccito.
- Se all’attrice piaccio, penso che è proprio troia (si può scrivere?), perché dopo venti minuti che mi conosce, già se lo fa infilare dappertutto. Mi eccito.
- Se al contrario non le piaccio per niente, penso che in un’altra situazione non me la darebbe mai, invece adesso si. Mi eccito.
- Se l’attrice è fredda, bruttina, svogliata e non le piaccio neanche un pò, penso di aver sbagliato qualcosa e me ne torno a casa.
Insomma lo avete capito, bisogna sempre girare la situazione a favore della nostra eccitazione. Trovare la chiave giusta per far scattare lo stimolo.
Purtroppo o per fortuna, anche per far funzionare un pene ci vuole l’aiuto del cervello.
Il viagra e i suoi cugini - istruzioni per l'usoA proposito di cuore che batte, apro una breve parentesi sulle famose pillole blu.
A titolo d’informazione vorrei dire che Viagra, Cialis e Levitra, sono degli ottimi aiuti sessuali ma perché facciano effetto, bisogna essere mentalmente eccitati.
Mi spiego meglio. Se normalmente, in un’ipotetica scala che arriva a dieci, un uomo per raggiungere l’erezione ha bisogno di uno stimolo di otto, con questi prodotti basta uno stimolo di quattro. Ma ci vuole comunque lo stimolo, l’ imput, la scintilla che accenda il motore.
In privato dunque, funzionano benissimo, sul set invece se un attore è nel panico, perchè nervoso, agitato o arrabbiato, può anche prendere un chilo di Viagra che non funziona lo stesso. Appunto perché quando ci sono problemi, manca la voglia e lo stimolo per farlo.
Ho visto decine di nuovi attori o aspiranti tali, imbottirsi di pillole senza raggiungere risultati soddisfacenti. Sul set, calma ed esperienza sono requisiti indispensabili.
Se un professionista ha qualche difficoltà, chiede cinque minuti di pausa, si rilassa, cerca nella sua testa o nell’aspetto della partner, qualcosa che lo ecciti, la mette a fuoco, l’amplifica e riparte tranquillo.
Bisogna sempre trovare il tasto che stimoli la nostra eccitazione.
Sottolineo l’ovvio, ma il vero Viagra è nella nostra testa.
Il privato - anche se no
n si dovrebbe dire.Che ci crediate o no, in privato non penso al sesso più di tanto, perché come mi dice Costanzo, il pasticciere non si mette a preparare dolci anche a casa.
Non ho la crisi da rigetto intendiamoci, per me il sesso rimane una sorta di missione, semplicemente amo anche fare altro. Leggo, scrivo, cerco di andare al cinema o a teatro, qualche concerto, tiro con l’arco, un giro sulla mia moto Guzzi.
Il punto è, che le donne che conosco hanno in mente solo quello: “Scopare per ore con un professionista del sesso!”, (quelle che non fuggono prima, intendiamo).
E allora mentre io propongo serate jazz e atmosfere cool, loro mi vorrebbero portare in club di scambio, in mezzo a improbabili orge o a farsi vedere dai loro ex: “Hai visto chi mi tromba adesso? Mica perdo tempo a pensare a te!”, (le donne tendono ad essere un po’ vendicative). Fanno attirare su di me, ignaro ed innocente, le antipatie e gli improperi degli ex innamorati.
E’ il solito discorso. E’ come se chiedeste a Loris Capirossi quando è in vacanza di accompagnarvi a fare un giro in moto. Se non siete veri amici cosa credete vi risponderebbe?
Io, rispondo che passo la vita facendo sesso davanti agli altri e alle telecamere, almeno in privato mollatemi un attimo! Un bel sesso a due, solo io e lei...no?
La scrittrice Grazia Verasani, mi prende in giro dicendomi che se scrivesse un libro su di me, lo intitolerebbe: “Volevo un uomo fedele, ho sposato un pornodivo!”.
In effetti, per uno che non solo per merito suo, ha fatto sesso con una valanga di donne, la massima trasgressione è la fedeltà.
carlo
c'è un'idea di primavera nell'aria, i bambini che giocano nei cortili degli asili,
i grembiuli e le primule,
è maggio che passa di qui e accarezza febbraio,
poi riparte e promette,
il cielo lo accoglie,
ma il sole è già triste.
dicembre prova a rincorrerlo,
ma ormai è vecchio e stanco.
solo qualche domenticata decorazione natalizia
per dire io c'ero,
ma già aprile sta preparando le sue colombe
per dire io ci sarò.
azzurro il mare
quando si specchia nel cielo
metodico e irregolare
il battito del nostro cuore
onda dopo onda
respiro dopo respiro
l'azzurro del mare
è la coperta che ti regalo
ora che scende la temperatura
e pesci tropicali e balene e delfini
perchè sognare è ritornare bambini
io vivo seduto nei caffè
non perchè vi risiedo
ma perchè mi fa sentir vivo
alzare un dito, chiedere il conto
a un barista algerino
e a sua madre lontana
vorrei regalare la mia casa e io
per loro dormirei sotto i ponti
sì
tra un anno lascio tutto
casa quadri illusioni,
tengo solo i sogni
e andiamo a parigi.
tu reciti io scrivo
e adesso che ci penso
credo era quella cosa lì
essere felice...
E.
E., mi dispiace che non ti sei firmata...
grazie di cuore delle parole che mi hai scritto, non sai quanto è bello ricevere messaggi da persone con cui ho condiviso cose.
Anzi, approfitto per salutare anche davide e giulio che mi hanno scritto prima.
Sicuramente non sono arrivata, a dire il vero non so neanche se sono sulla strada giusta, diciamo che sto provando a intuire la mia direzione, la maggior parte delle volte inizando 1000 cose e non portandone a termine neanche una.
Ma, in fondo in fondo, sono contenta, perchè credo che il senso e il divertimento stiano nel cercare. Non nel trovare.
felicità
Ho lavorato tanto e sono stata a Parigi, la città dei miei sogni dopo Roma.
E proprio a Parigi, mentre camminavo ininterrottamente per le sue vie multietniche, ho capito finalmente che cos’è la felicità per me.
Senza tanto filosofarci su, la felicità è qualcosa di molto più semplice di ciò che provavo a definire senza successo.
Felicità è fare la pipì quando ti scappa e proprio non ne puoi più, è addormentarti quando gli occhi ti si chiudono dal sonno, è bere quando hai una sete pazzesca e per ore non hai trovato una bottiglia d’acqua fresca, è mangiare quando il tuo stomaco reclama cibo, è fare l’amore quando desideri tanto una persona da non poterne fare a meno, è toglierti le scarpe quando i piedi ti fanno malissimo dopo che hai camminato tutto il giorno, è farti una doccia quando sei talmente sudato da puzzare come un cammello.
Questa è la felicità, è un attimo, ma in quell’attimo stai bene, in quell’attimo hai tutto ciò che ti occorre e sei appagato, non vuoi di più. E' un’estasi. Molto legata ai bisogni primari, per quanto mi riguarda. Tutto il resto sono sovrastrutture mentali.
Arieccomi finalmente! E’ un po’ che non scrivo e chiedo venia, ma questi ultimi sono stati giorni molto incasinati per me.


